Il trekking va bene per tutti i cani?

Quando c’è di mezzo la parola “tutti” si sbaglia sempre. Ma se è vero che una stessa attività non può andare bene per tutti, è anche vero che si può scegliere quella giusta per il proprio cane.

Il primo aspetto da considerare è la morfologia, sia per un cane di razza che per un meticcio. Peso, proporzioni e muscolatura sono i fattori chiave da prendere in esame per capire con quanta facilità potrà affrontare un percorso.
In linea di massima, un cane leggero e atletico (di taglia media, dai 15 ai 25 kg) è facilitato rispetto ad uno più pesante, per il quale le sollecitazioni sulle articolazioni sono maggiori e possono comportare l’insorgere di problemi.

Spesso si pensa che i cani di piccola taglia non siano portati per l’attività fisica. In realtà i piccoletti se la cavano molto meglio dei grandi, soprattutto sulle lunghe distanze, basta  evitare percorsi con la presenza di passaggi che, per via delle dimensioni, non potrebbero affrontare (saltare da un masso all’altro, ad esempio).

Generalizzando un po’, cani da caccia, da tana e terrier sono quasi sempre ottimi candidati come compagni di escursione. Anche cani da pastore, molossoidi e retriever, con le dovute eccezioni, sono portati per le attività all’aria aperta, nonostante talvolta prediligano godersi il posto, invece che fare troppo movimento.
Sebbene in molti abbiano provato a redigere una classifica delle razze più adatte al trekking, mai come in questo caso è opportuno lasciarsi guidare dal cane stesso. Sarà la sua voglia di muoversi o di fermarsi ad indicare quanto il trekking sia adatto a lui.

Il trekking va bene a tutte le età, ma ci vuole un po’ di attenzione.
Un cucciolo fino ai 6 mesi si stanca molto velocemente, e non andrebbe sottoposto a sforzi eccessivi. Per lui meglio scegliere solo brevi passeggiate, ed evitare sentieri ripidi, salti e discese a rotta di collo.
Un cane anziano, se ben allenato e in buona salute, potrebbe non avere grossi problemi su percorsi impegnativi, ma va comunque tenuto presente che con l’età la sua resistenza diminuisce e il suo fisico è più esposto a traumi. Quindi, non esagerare.

L’allenamento è essenziale sia per noi che per loro. Se il tuo cane non è abituato a fare trekking o è rimasto a lungo inattivo, meglio iniziare con un approccio morbido e vedere come risponde. Un cane allenato non aumenterà solo la resistenza, ma anche la sua motivazione. L’importante poi è non deluderlo.

Uno degli aspetti più importanti per decidere l’attività più adatta al tuo cane, è valutare la sua naturale predisposizione. Ci sono cani che passano la maggior parte del tempo a correre, altri si concentrano nell’esplorazione o sulle tracce di selvatico, altri ancora sembrano preferire ritmi più rilassati. Non va dimenticato che la motivazione si costruisce nel tempo attraverso la gratificazione. Divertirsi durante le escursioni è il modo migliore per essere predisposti ad intraprenderne di nuove.

Buona parte dei cani soffre il caldo, alcuni patiscono il freddo. L’adattamento climatico va considerato nel decidere il tipo di ambiente più adatto al tuo cane, e quando invece è più prudente evitare, in particolare con temperature molto alte o molto basse.

In conclusione, il trekking può essere un’esperienza estremamente appagante per la maggior parte dei cani, purché la scelta del percorso, dei luoghi, del periodo e l’intensità dell’attività tengano conto delle loro attitudini.

Non è possibile conoscere a priori le situazioni che un cane prediligerà. Ci sono cani che amano correre in spazi molto aperti, altri preferiscono ispezionare nascondigli, anfratti, canneti. Ci sono quelli che impazziscono appena vedono una pozza d’acqua, altri adorano la neve. Ci sono cani fatti per percorrere lunghe distanze, cani bravissimi su terreni rocciosi, cani che sono a loro agio sui ritmi lenti disegnati dai profili delle colline.

La premessa fondamentale è quella di osservare sempre il proprio cane e ascoltare le sue richieste, in modo da percepire fatica, disagio, esitazione o qualsiasi indizio di difficoltà. Il trekking deve essere divertimento, non una forzatura.

 

Una risposta a "Il trekking va bene per tutti i cani?"

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  1. Condivido pienamente i contenuti dell’articolo al quale aggiungerei solamente, un preliminare solido rapporto di fiducia e di “risposta ai comandi” per evitare situazioni di pericolo o smarrimento. Fortunatamente la mia pelosa di 1 anno e 13kg di peso adora la montagna, è agile e, pur esplorando, non perde mai di vista il gruppo, sembra monitorare che siano tutti presenti, ai bivi generalmente aspetta (quando non imbocca d’istinto la retta via!) e risponde all’unico comando che ritengo davvero utile ed indispensabile per la sua incolumità ovunque si trovi che sarebbe “fermaaa!”. Questo per dire che la relazione di fiducia e il filo invisibile che ci lega ai nostri pelosi in libertà è molto importante così come il rispetto e le distanze che è giusto sappiano mantenere nei confronti delle altre persone (o pelosi) che si incontrano sulla via che potrebbero spaventarsi o non gradire avvicinamenti troppo irruenti. Buona continuazione dei trekking a quattro zampe! PS La mia ha un solo difetto, anzi due, le capita di mangiare escrementi (umani e non che trova sulla via) e soffre la macchina anche se, appena scende, si riprende immediatamente! Se hai consigli in proposito sono ben accetti!

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